26 agosto 2018 - 08:15

Tra le 25 squadre italiane che parteciperanno al campionato internazionale "Zero Robotics" per l'anno 2018/2019 ce n'è anche una formata da studenti del liceo Galilei di Caravaggio.

La squadra si chiama "Team Rocket" ed è formata (la classe indicata tra parentesi è quella che hanno frequentato fino a giugno) da Gabriele Carminati (3aH), che è anche il team leader, Samuele Belloli (4aA), Gabriele Bianchi (3aH), Mirko Cervi (3aC), Roberto Colpani (3aH), Roberto Invernizzi (4aA), Mara Maggi (4aC), Jherson Luis Mariano Lavado (3aH), Gianluca Nicoli (3aC) e Davide Poli (3aH). I ragazzi, a cui ha fatto da mentore il professor Mauro Micheloni, hanno superato la preselezione nazionale durante l'estate. L'Italia è l'unico paese che prevede questo passaggio iniziale prima dell'ammissione alla gara vera e propria.

"Zero Robotics" è un concorso di robotica bandito per la prima volta nel 2013 dal Massachussets Institute of Technology di Boston in collaborazione con la Nasa e chiede agli studenti di creare programmi per il controllo di satelliti in miniatura. All'organizzazione dell'edizione 2018/2019 partecipano per l'Italia il Politecnico di Torino, l’università di Padova, l’Istituto italiano di tecnologia, l’ufficio scolastico regionale per il Piemonte, la Rete robotica a scuola e l’Agenzia spaziale italiana.

I piccoli satelliti, che hanno le dimensioni di una palla da bowling, sono chiamati Spheres (Synchronised Position Hold, Engage, Reorient, Experimental Satellites) e sono utilizzati dalla Nasa all'interno della stazione spaziale per collaudare cicli di istruzioni e per eseguire operazioni di attracco. Tre Spheres in volo libero lavorano insieme all'interno della stazione spaziale: sono indipendenti, ciascuna con la propria energia, i propulsori, i computer e i sistemi di navigazione. I risultati ottenuti con gli Spheres sono importanti per la manutenzione, l'assemblaggio di satelliti, lo studio delle manovre di attracco e il volo di formazione.

Spheres
Gli Spheres, i micro-satelliti usati nella stazione spaziale internazionale (da http://zerorobotics.mit.edu/)

 

In questo video del Politecnico di Torino, girato durante le premiazioni del concorso italiano 2017/2018, viene spiegato come funziona "Zero Robotics".

 

Nella preselezione, gli studenti di "Team Rocket" e quelli delle altre squadre ammesse alla competizione internazionale hanno dovuto dimostrare di saper maneggiare gli strumenti di programmazione e simulazione degli Sheres, portando a termine un compito che consisteva nel far percorrere al proprio Spheres una traiettoria data nel minor tempo possibile. Il codice di programmazione è stato scritto attraverso un browser web. Le tre squadre che hanno vinto il concorso nazionale 2017/2018 sono state ammesse di diritto alla "Zero Robotics Competition 2018", le altre 22 sono state invece scelte tra quelle che sono riuscite a preparare un codice funzionante.

Alla preselezione ha partecipato anche un'altra squadra formata da studenti del "Galilei", "L'officina del codice", che si è piazzata al 23° posto, risultando quindi la prima delle non ammesse.

Il concorso vero e proprio, che inizierà a settembre, prevede tre fasi:

  • una simulazione al computer che verrà lanciata su un server del Mit; servirà per rivelare eventuali errori grossolani nella programmazione e permetterà di scegliere un certo numero di squadre che parteciperanno alle fasi successive. Al termine di questo passaggio, le squadre dello stesso paese dovranno allearsi fra loro per ottenere un programma che offra un risultato complessivo migliore;
  • la fase successiva è una gara preliminare di eliminazione, dalla quale usciranno le squadre finaliste, che parteciperanno poi alla terza fase;
  • la fase finale avrà luogo sulla stazione spaziale internazionale, dove i programmi dei gruppi vincitori saranno caricati ed eseguiti in satelliti Spheres disponibili a bordo, sotto la supervisione degli astronauti. Le finali a bordo della stazione verranno mostrate in diretta in un centro di ricerca europeo ancora da definire.